[chiesa-messa]
[orario-messa]
NATALE – messa della notte
Canto
VENITE FEDELI
Venite fedeli, l’angelo ci invita,
venite, venite a Betlemme.
Rit. Nasce per noi Cristo Salvatore,
Venite adoriamo, venite adoriamo,
venite adoriamo il Signore Gesù.
La luce del mondo brilla in una grotta;
la fede ci guida a Betlemme.
Rit.
La notte risplende, tutto il mondo attende:
seguiamo i pastori a Betlemme.
Rit.
Il Figlio di Dio, Re dell’Universo,
si è fatto bambino a Betlemme.
Rit..
Introduzione
Prete: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen
Lampada ai miei passi è la Tua Parola…
…e luce che illumina il nostro cammino.
Il Signore, il Verbo di Dio fattosi carne, l’Emmanuele sia con voi!
E con il Tuo Spirito!
ORAZIONE
Allontana, o Dio, ogni tenebra dal cuore dei tuoi servi e dona alle nostre menti la tua luce: Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Pace, pace, ma la pace non c’è
Lettura Ger 6,10-16
Dal libro del profeta Geremia
A chi parlerò,
chi scongiurerò perché mi ascolti?
Il loro orecchio non è circonciso,
non sono capaci di prestare attenzione.
La parola del Signore è per loro oggetto di scherno,
non ne vogliono sapere.
Perciò sono pieno dell’ira del Signore,
non posso più contenerla.
«Riversala sui bambini nella strada
e anche sul gruppo dei giovani,
perché saranno presi insieme uomini e donne,
l’anziano e il decrepito.
Le loro case passeranno a stranieri,
insieme con i loro campi e le loro donne,
perché io stenderò la mano
sugli abitanti della terra».
Oracolo del Signore.
Perché dal piccolo al grande
tutti commettono frode;
dal profeta al sacerdote
tutti praticano la menzogna.
Curano alla leggera la ferita del mio popolo,
dicendo: «Pace, pace!», ma pace non c’è.
Dovrebbero vergognarsi dei loro atti abominevoli,
ma non si vergognano affatto,
non sanno neppure arrossire.
«Per questo cadranno vittime come gli altri,
nell’ora in cui li visiterò crolleranno», dice il Signore.
Così dice il Signore:
«Fermatevi nelle strade e guardate,
informatevi dei sentieri del passato,
dove sta la strada buona percorretela,
così troverete pace per la vostra vita»
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Riflessione
Abbiamo aperto questa Veglia di Avvento con un testo molto provocatorio del profeta Geremia. Con parole durissime, Geremia si rivolge ai capi politici e religiosi di Israele, al tempo dell’invasione babilonese. Per queste persone, dice il profeta, la parola del Signore non è altro che oggetto di scherno. La pace è soltanto una parola vuota all’interno di progetti di guerra e di violenza, una pura e semplice menzogna. Essi ripetono, dice Geremia, shalom, shalom, “pace, pace”, ma pace non c’è. È questa la prima frase su cui riflettere stasera.
Geremia dipinge un quadro cupo e apparentemente senza speranza, che si ripete nel corso della storia, sino ad oggi, da Gaza all’Ucraina fino ai tanti paesi insanguinati e dimenticati dell’Africa. I capi politici – e qualche volta purtroppo anche quelli religiosi – mentono ai loro popoli, parlando di una pace che è in realtà soltanto guerra. Anche la nostra Europa è stata trascinata in questa spirale di violenza insensata; i nostri governanti lavorano con astuzia, e insieme con totale irresponsabilità e senza alcuna vergogna per convincerci che la guerra è necessaria, che è necessario un riarmo globale – e i fabbricanti di armi ringraziano ed ingrassano. Tutto ciò ci tocca da vicino; a Firenze abbiamo infatti una delle sedi più importanti della Leonardo, una delle più grandi industrie militari al mondo, che tra le tante cose ha venduto allo stato di Israele sistemi d’arma sofisticati, serviti anche a massacrare i bambini di Gaza; il tutto sulla base di accordi stipulati dal nostro governo con quello israeliano sin dal 2021.
Pace, pace, ma pace non c’è. Della parola del Signore, scrive ancora Geremia, essi non ne vogliono proprio sapere.
Il nostro mondo occidentale ha creato nel tempo una narrazione falsa e seducente, centrata sull’idea del potere. La vita è mia, io ne sono l’unico padrone, la nazione ci appartiene, l’altro – sia esso lo straniero o il diverso – è una potenziale minaccia da tenere lontana e se necessario da combattere sino all’annientamento: si vis pacem, para bellum (se vuoi la pace prepara la guerra). Si diffonde così l’illusione menzognera e pericolosa che solo la forza può aiutarci a conservare il potere, che solo la forza può unirci (alludo qui allo slogan lanciato dal nostro governo per lo scorso 4 novembre). Alla logica del potere si aggiungono il dogma della proprietà, l’idea della difesa a oltranza della propria identità, il crederci padroni assoluti della vita; passiamo così dagli egoismi personali sino ai populismi più sfacciati; ritorna una triade che già don Lorenzo Milani criticava con forza: Dio – patria – famiglia, una trinità perversa, in bocca a politici senza più anima.
Geremia menziona però nella sua profezia una strada buona, una strada diversa; ma di quale strada si tratta?
Si tratta prima di tutto di una narrazione diversa della realtà, che ci fa leggere la storia sotto una prospettiva del tutto nuova; non quella del potere che genera guerra e violenza, ma quella dell’amore che genera pace. Si tratta della strada tracciata dal celebre capitolo 2 di Isaia, lettura della prima domenica di Avvento. Una narrazione antica e sempre nuova di cui abbiamo urgente bisogno. “Dolce è la guerra per chi non l’ha provata”; così il grande umanista Erasmo da Rotterdam intitolava con amara ironia un suo trattato scritto nel 1517 e scriveva: “Dio e la pace sono così strettamente uniti che né la pace può essere dove non c’è Dio, né Dio può essere là dove non c’è pace”.
Luca Mazzinghi
veglia di avvento,
Cattedrale di Firenze – 30/11/2025
PREGHIERA DELLA SERA
Quando il sole tocca il mare
E fra le onde poi scompare
Un pennello nero tinge tutto il cielo
Mentre danzano le stelle,
luminose come perle
Quando si fa sera
nasce la preghiera
Padre siamo qui, tutti attorno al fuoco
Che per questa notte ci proteggerà dal gelo
Rit. Padre nostro ti preghiamo,
per la nostra umanità
Per chi piange, per chi soffre,
per la libertà
Per chi non ha pace,
per chi cerca la verità
Dona a tutti gli uomini la felicità
Come un bimbo che si affida
Fiducioso alla sua guida
Mano nella mano,
noi per te cantiamo
Con la pioggia o la tempesta
Ma col cuore sempre in festa
Canteremo ancora fino all’aurora
Padre, siamo qui, fai di noi un fuoco
E la terra intera presto brucerà d’amore
Rit.
Padre, siamo qui, fai di noi un fuoco
E la terra intera presto brucerà d’amore
Rit. (2 volte)
Una Pace disarmante
Messaggio di papa Leone XIV, per la LIX giornata mondiale della pace, 1° gennaio 2026.
La bontà è disarmante. Forse per questo Dio si è fatto bambino. Il mistero dell’Incarnazione, che ha il suo punto di più estremo abbassamento nella discesa agli inferi, comincia nel grembo di una giovane madre e si manifesta nella mangiatoia di Betlemme. «Pace in terra» cantano gli angeli, annunciando la presenza di un Dio senza difese, dal quale l’umanità può scoprirsi amata soltanto prendendosene cura (cfr. Lc 2, 13-14). Nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio. E forse è proprio il pensiero ai nostri figli, ai bambini e anche a chi è fragile come loro, a trafiggerci il cuore (cfr. At 2, 37). Al riguardo, il mio venerato Predecessore scriveva che «la fragilità umana ha il potere di renderci più lucidi rispetto a ciò che dura e a ciò che passa, a ciò che fa vivere e a ciò che uccide. Forse per questo tendiamo così spesso a negare i limiti e a sfuggire le persone fragili e ferite: hanno il potere di mettere in discussione la direzione che abbiamo scelto, come singoli e come comunità».
I discepoli di Gesù insieme a Maria, intorno al fuoco, parlano fra loro.
Andrea – Anch’io ci penso qualche volta… e poi mi sento in colpa.
Maria – Per che cosa?
Andrea – Perché penso a delle cose sbagliate e desidero cose che non hanno importanza… Alle volte mi sento come se… se vivessi la vita di un’altra persona. Come se mi osservassi dall’esterno e sentissi di non essere me. Come se cercassi di essere all’altezza degli eroi della nostra storia… Devo fare qualcosa di grande… ma io non sono così grande… e adesso che sono con Lui ne sono consapevole.
Maria – È stato lo stesso per me.
Andrea – Tu devi sentirti così ogni giorno.
Maria – No, non più ormai. Lui mi ha sempre rassicurata e Dio ha sempre cercato di alleggerire questo mio fardello.
Andrea – Allora cosa hai provato quand’è successo? Quand’è nato? E anche prima, come facevi a saperlo? Come facevi a sapere che era Lui?
Maria – Beh, non è stato per niente facile… Ero molto lontana da casa mia… Mia madre non era presente, non c’era una levatrice… non sono pronta a condividere i dettagli, magari un’altra volta… Ma ricordo bene una cosa… quando Giuseppe me l’ha messo tra le braccia… Non è stato affatto come me l’aspettavo… Ho provato esattamente quello che si prova ad avere un bambino, ma credevo che questo sarebbe stato un po’ diverso.
Andrea – Che cosa vuoi dire?
Maria – Ad esempio ho dovuto lavarlo… gli serviva un bagno… E poi aveva freddo e piangeva tanto… e aveva bisogno di me, del mio aiuto… Ero una ragazzina di Nazareth… Così mi sono trovata a pensare per un solo momento: “è veramente lui il figlio di Dio?”… E Giuseppe mi ha detto in seguito di aver pensato lo stesso, ma sapevamo che lo era.
Non so cosa mi aspettassi, ma piangeva e aveva bisogno di me… Ancora non mi spiego il senso di tutto ciò… “Dio che si fa uomo e tra tutti ha bisogno proprio di me”… ancora mi è difficile da comprendere… forse perché Lui crede in noi molto più di quanto noi crediamo in noi stessi… Con il tempo ho imparato ad accogliere ogni chiamata come occasione di incontro con Dio… Perché ho capito che non sceglie di incontrare chi è perfetto ma rende perfetto chi incontra.
Segno: Quale fragilità affido al Signore
Canto durante il segno
COME BREZZA
Spirito di luce pura
che parli nell’anima,
Spirito di gioia e vita
che adombrasti Maria,
Spirito impetuoso e forte,
che palpiti ora in noi,
Come brezza leggera, leggera…
Spirito consolatore
carezza dell’anima,
Spirito di fiamma e fuoco
che trascini con te,
Spirito che ci travolgi
e sussurri impercettibile,
Come brezza leggera, leggera…
Rit. Che non passi mai,
un solo giorno senza amarti!
Che non passi senza di te,
senza la bellezza limpida
Che santifica ogni cosa in noi,
e illumina l’oscurità. (2v)
Tu che all’alba del creato
sull’acque e gli oceani,
Aleggiavi come soffio
potente di Dio.
Tu parola dei profeti
del regno tu l’anelito,
Come brezza leggera, leggera…
Rit. (1v)
Refrigerio di ogni pena
pensiero che illumina,
Tu che hai dato al mondo il Verbo,
il cuore di Dio.
Dacci d’ascoltare te
il tuo respiro dentro noi,
Come brezza leggera, leggera…
Rit. (2v)
Lettore 1
Parola vivente di Dio,
Stella radiosa del mattino,
incarnazione dell’infinito Amore,
Salvezza sempre invocata e sempre attesa
Lettore 2:
Tutta la Chiesa ora ti grida,
come la sposa pronta per le nozze:
Tutta l’assemblea:
Vieni, Signore Gesù,
unica speranza del mondo,
tu che regni con il Padre e lo Spirito santo
in eterno e per sempre.
Amen.
Prete: Fratelli, quello che era fin dal principio, quello che abbiamo udito,
quello che abbiamo veduto con i nostri occhi,
quello che abbiamo contemplato,
quello che le nostre mani hanno toccato,
ossia la Parola della vita,
noi lo testimoniamo e lo annunziamo a tutti questa notte.
ANNUNCIO DI NATALE
Quando venne la pienezza dei tempi
essendo Cesare Augusto imperatore a Roma
Erode re di Giudea, sotto il pontificato di Anna,
tutto l’universo essendo in pace
nei giorni del grande censimento
GESÙ CRISTO, DIO ETERNO
E FIGLIO DELL’ETERNO PADRE
volle santificare il mondo
con la sua misericordiosa venuta
SI FECE UOMO;
essendo stato concepito
DALLA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO
NACQUE DALLA VERGINE MARIA
a Betlemme di Giuda, la città di David.
È LA NATIVITÀ DEL NOSTRO SIGNORE
GESÙ CRISTO.
VENITE, ADORIAMO!
Gloria Noi ti lodiamo, ti benediciamo, Signore Dio, Re del cielo, Gloria a Dio nell’alto dei cieli Signore Dio, agnello di Dio, Tu che togli i peccati del mondo Gloria a Dio nell’alto dei cieli Tu solo il santo, tu solo il Signore, Gloria a Dio nell’alto dei cieli
Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama. (2 v)
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua immensa gloria.
Dio Padre onnipotente,
Figlio unigenito
Cristo Gesù.
e pace in terra agli uomini che egli ama.
Figlio del Padre onnipotente,
tu che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi.
accogli benigno la nostra preghiera
tu che siedi alla destra del Padre
abbi pietà di noi!
e pace in terra agli uomini che egli ama.
tu l’altissimo Gesù Cristo,
con lo Spirito santo
nella gloria del Padre.
e pace in terra agli uomini che egli ama. (2 v)
Colletta
O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, concedi a noi, che sulla terra contempliamo i suoi misteri, di partecipare alla sua gloria nel cielo. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura Is 9,1-6
Dal libro del profeta Isaia
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 95 (96)
Rit. Oggi è nato per noi il Salvatore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
Rit.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Rit.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.
Rit.
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.
Rit. Oggi è nato per noi il Salvatore.
Seconda Lettura Tt 2,11-14
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo Lc 2,10-11
Rit. Jesus Christ you are my life,
alleluja, alleluja.
Jesus Christ you are my life,
you are my life, alleluja.
Nella gioia camminerem, portando il tuo Vangelo.
Testimoni di carità, figli di Dio nel mondo.
Rit.
VANGELO Lc 2,1-14
Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Oggi
è nato per voi
un Salvatore,
che è
Cristo Signore
La nostra preghiera di oggi
Prete: Oggi è nato il Cristo, oggi è apparso il Salvatore, oggi sulla terra cantano gli angeli, oggi esulta l’umanità:
– Gloria in cielo, esulti la terra!
- Signore questa notte l’annuncio dell’incarnazione illumina tutti i cuori:
– fa’ che tutti gli uomini e le donne della terra siano raggiunti dalla buona notizia di un Dio che li ama. - Signore, in Gesù sei venuto nella carne a Betlemme perché possiamo incontrarti e vivere nella tua pace:
– vinci le nostre paure, rendici capaci di costruire ponti di umanità, si realizzi la pace vera nei cuori e nelle nostre comunità. - Signore, in Gesù ti sei spogliato della tua divinità per assumere un corpo di uomo:
– ogni uomo ritrovi in te la fiducia nonostante le proprie debolezze, e la speranza dopo ogni caduta. - Signore, in Gesù ti sei fatto povero per amore:
– ciascuno di noi ti riconosca nei poveri e sia capace di una vita di comunione con tutte le creature. - Signore, in Gesù hai voluto consegnarti al mondo per mostrarci la misericordia del Padre:
– la terra, vinta ogni divisione e discordia, canti il tuo perdono ed esulti di gioia. - Signore, in Gesù ti sei fatto nostro fratello. Ti affidiamo le nostre sorelle e i nostri fratelli della comunità di Ain-Arik, villaggio palestinese nei territori occupati:
– non soffochino la speranza e rendici consapevoli che la pace è tuo dono ma anche nostro impegno, frutto della giustizia e del perdono reciproco.
Intenzioni personali silenziose.
Il prete conclude accompagnato da tutti: Signore Dio, con la nascita di tuo Figlio tu sei venuto a salvare ogni creatura: concedi alla tua chiesa di diffondere fino alle estremità della terra la gioiosa notizia dell’incarnazione e ovunque si innalzerà per la grazia dello Spirito santo un canto di ringraziamento a tua lode, o Padre, benedetto nei secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
COME FUOCO VIVO
Rit. Come fuoco vivo
si accende in noi
un’immensa felicità
che mai più nessuno ci toglierà
perché Tu sei ritornato.
Chi potrà tacere, da ora in poi,
che sei Tu in cammino con noi.
Che la morte è vinta per sempre,
che ci hai ridonato la vita
Spezzi il pane davanti a noi
mentre il sole è al tramonto:
ora gli occhi ti vedono,
sei Tu! Resta con noi.
Rit.
E per sempre ti mostrerai
in quel gesto d’amore:
mani che ancora spezzano
pane d’eternità.
Rit.
Sulle offerte
Ti sia gradita, o Padre, la nostra offerta
in questa notte di luce,
e per questo santo scambio di doni
trasformaci in Cristo tuo Figlio,
che ha innalzato l’uomo accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Prefazio
È fonte di gioia oggi
renderti grazie Padre,
Dio grande e misericordioso.
Nel mistero del Natale
il tuo Figlio, Parola eterna,
si fa carne in mezzo a noi.
In lui risplende in piena luce
il sublime scambio che ci ha redenti:
la nostra debolezza è assunta
dalla tua Parola fatta carne,
la natura mortale è innalzata a dignità perenne;
Tu entri nel profondo del creato
perché niente e nessuno resti escluso dalla tua salvezza.
Ai pastori, ultimi e dimenticati,
riveli per primi il tuo volto:
nei loro occhi stupiti riconosciamo
che il tuo Figlio è pane per ogni fame
e carezza per ogni ferita.
In lui condividiamo la tua vita immortale
e siamo chiamati a rinascere nel tuo amore.
Per questo mistero di luce e di pace,
con tutta la creazione redenta,
innalziamo a te l’inno della tua gloria
e cantiamo senza fine:
Santo
SANTO (Frati di Monte Le Croci)
Rit. Santo santo, santo sei Signore,
Dio dell’universo,
vieni in mezzo a noi.
Santo santo, santo sei Signore,
i cieli e la terra
sono pieni del tuo amor. (2 v)
Benedetto colui che viene,
nel nome del Signor.
Osanna nell’alto dei cieli,
al nostro Salvator.
Rit. (3 v)
Scambio della pace
PACE SIA, PACE VOI
Rit. «Pace sia, pace a voi»:
la tua pace sarà
sulla terra come nei cieli.
«Pace sia, pace a voi»:
la tua pace sarà
gioia nei nostri occhi, nei cuori.
«Pace sia, pace a voi»:
la tua pace sarà
luce limpida nei pensieri.
«Pace sia, pace a voi»:
la tua pace sarà
una casa per tutti.
«Pace a voi»:
sia il tuo dono visibile.
«Pace a voi»:
la tua eredità.
«Pace a voi»:
come un canto all’unisono
che sale dalle nostre città.
Rit. «Pace sia, pace a voi»…
«Pace a voi»:
sia un’impronta nei secoli.
«Pace a voi»:
segno d’unità.
«Pace a voi»:
sia l’abbraccio tra i popoli,
la tua promessa all’umanità.
Rit. «Pace sia, pace a voi»…
Antifona alla comunione
Oggi, nella città di Davide, è nato un Salvatore, che è Cristo Signore. (Lc 2,11)
Comunione
TU SCENDI DALLE STELLE
Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui tremar;
o Dio beato!
Ahi quanto ti costò l’avermi amato!
Ahi quanto ti costò l’avermi amato!
A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e foco, o mio Signore,
mancano panni e foco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m’innamora,
giacché ti fece amor povero ancora,
giacché ti fece amor povero ancora.
GLI ANGELI DELLE CAMPAGNE
Gli angeli delle campagne
cantano l’inno “Gloria in ciel”
e l’eco alle montagne
ripete il canto dei fedel.
Rit. Gloria in excelsis deo (2 volte)Oggi è nato in una stalla
nella notturna oscurità
Egli il Verbo s’è incarnato
e venne in questa povertà.
Rit.
O pastori che cantate dite
il perché di tanto onor
qual Signore, qual Profeta
merita questo gran splendor?
Rit.
Dopo la comunione
Signore Dio nostro,
che ci doni la grazia di celebrare nella gioia
la nascita del redentore,
fa’ che giungiamo con la santità della vita
a condividere la sua gloria.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.
Canto finale
LE TUE MERAVIGLIE
Ora lascia, o Signore,
che io vada in pace
perché ho visto le tue meraviglie.
Il tuo popolo in festa
per le strade correrà
a portare le tue meraviglie.
La tua presenza ha riempito d’amore
le nostre vite, le nostre giornate,
in te una sola anima.
Un solo cuore siamo noi,
con te la luce risplende,
splende più chiara che mai. Rit.
La tua presenza ha inondato d’amore
le nostre vite, le nostre giornate,
fra la tua gente resterai
per sempre vivo in mezzo a noi.
Fino ai confini del tempo,
così ci accompagnerai.
Ora lascia, o Signore,
che io vada in pace
perché ho visto le tue meraviglie.
Il tuo popolo in festa
per le strade correrà
a portare le tue meraviglie. (2 v.)
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella Bibbia: la nostra vocazione di figli di Dio (1Giovanni 5; Romani 8; Efesini 1).
Letture di domenica prossima, 1 Gennaio – Maria, madre di Dio e giornata della pace
Numeri 6, 22-27; Salmo 66 (67); Lettera ai Galati 4,4-7; Luca 2,16-21
L’uomo è un’infinita possibilità
(da «Dialogo tra cielo e terra» di David Maria Turoldo, pagg. 62-65)
L’umanità è rara. Cristo è un uomo! Cristo è l’archetipo umano: «Ecce, homo», ecco l’uomo. E questa è la scoperta del Natale: è apparsa questa umanità ed è in questa pienezza di umanità che si rivela la divinità.
Quindi tutta la storia del mondo si svolge intorno all’uomo. Per questo Dio non abbandona mai l’uomo. Perché è il segno della sua manifestazione; là dove riesce. Difatti il regno di Dio che presiede tutta la creazione non è che il regno dell’umanità realizzata: il regno della pace, cioè gli uomini composti nella pace; il regno dell’amore, cioè il regno degli uomini che si amano; il regno della libertà e della dignità.
Questa è la ragione per cui Dio crea, la ragione per cui s’incarna, la ragione per cui compie, svolge questa storia della salvezza. Difatti tutta la storia del mondo è: facciamo l’uomo, salviamo l’uomo, rendiamo felice l’uomo. E tutto Dio è impegnato in quest’opera di umanità. Non c’è un’azione di Dio che non sia volta all’umanità. Tutta la creazione termina alla comparsa dell’uomo; anzi, la creazione dell’uomo non è altro che il riassunto di tutta la creazione, per questo l’uomo è fatto dal fango della terra. Non è un disprezzo, è la creazione che arriva alla consapevolezza di sé. Tutta la creazione.
Tutta la rivelazione è per salvare l’uomo. Difatti, appena caduto, arriverà una donna, partorirà un figlio, e questi ingaggerà battaglie. Tutta la grazia di Dio è data per l’uomo. Non c’è nulla che Dio faccia per se stesso.
Lo stesso Spirito Santo è la difesa dell’uomo, è l’avvocato dell’uomo, è il consolatore dell’uomo, il conforto. Questo è il significato dello Spirito Santo, il Paraclito è colui che difende l’uomo.
Quindi tutto questo è il centro e perciò non dobbiamo meravigliarci. I pastori dicevano: andiamo a vedere cosa è successo. Sono andati a vedere e hanno scoperto un bambino; l’umanità che ricomincia da capo.
«Un bambino avvolto nelle fasce». Secondo la liturgia orientale la cuna è sempre paragonata alla bara e già, in questo bambino avvolto in fasce, la chiesa d’Oriente scopre colui che poi sarà avvolto nella Sindone. E difatti la passione di Cristo comincia con il Natale, comincia con la nascita.
Io ho una poesia dove dico: «Tu non avevi lacrime, / a noi era dato piangere, / forse questo ti ha sospinto tra noi?». È venuto a condividere il dolore dell’uomo, è venuto a condividere la condizione umana, ad assumere su se stesso il peccato del mondo, ad offrirsi perché l’uomo sia salvo. Tutta l’azione di Dio è questo! E così è per tutto il resto. I1 regno eterno è per la glorificazione dell’uomo. Sarebbe bene che noi pensassimo a queste cose perché, allora, si capisce il senso del Natale.
Per questo sono annunciati al mondo come una grande gioia. Eppure, stranamente, è una gioia drammatica, è una storia che non trova facilmente consensi. Nel prologo di san Giovanni abbiamo addirittura un conflitto: «In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio… Egli era la luce, la luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo… La luce che splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta», che in fondo è la vita come un bene in conflitto contro il male. È questo: il bene è sempre luminoso, il male è sempre tenebroso, sempre. E addirittura c’è un conflitto di luce e di tenebra, come il conflitto del giorno e della notte.
E poi, l’uomo che viene a prendere testimonianza di questa luce. La profezia che si avvera in Giovanni. «Questa luce veniva nel mondo, luce vera che illumina ogni uomo». Cosa vuol dire che illumina ogni uomo? Vuol dire che l’uomo scopre il senso della sua esistenza, scopre la dimensione infinita del suo essere, scopre le ragioni del suo operare e magari anche del suo soffrire, le ragioni della sua dignità, della sua grandezza. E la luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo, altrimenti voi non sapete perché generate, non sapete perché concepite, non sapete perché vivete. È il Natale, la ricchezza e la pregnanza del Natale.
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