[chiesa-messa]
[orario-messa]
2ª DOMENICA DI PASQUA – ANNO A
Canto
Aspersione con l’acqua lustrale
Fratelli e sorelle carissimi, invochiamo la benedizione di Dio nostro Padre perché questo rito di aspersione ravvivi in noi la grazia del Battesimo, per mezzo del quale siamo stati immersi nella morte redentrice del Signore per risorgere con lui alla vita nuova.
Padre, gloria a te, che dall’Agnello immolato sulla croce fai scaturire le sorgenti dell’acqua viva.
Gloria a te, o Signore.
Cristo, gloria a te, che rinnovi la giovinezza della Chiesa nel lavacro dell’acqua con la parola della vita.
Gloria a te, o Signore.
Spirito, gloria a te, che dalle acque del Battesimo ci fai riemergere come primizia della nuova umanità.
Gloria a te, o Signore.
Il prete prende l’aspersorio e asperge se stesso, i ministri e il popolo.
Dio onnipotente ci purifichi dai peccati e per questa celebrazione dell’Eucaristia ci renda degni di partecipare alla mensa del suo regno nei secoli dei secoli. Amen.
Gloria Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini
amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo,
nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
Signore Dio nostro, che nella tua grande misericordia ci hai rigenerati a una speranza viva, accresci in noi la fede nel Cristo risorto, perché credendo in lui abbiamo la vita nel suo nome. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura At 2,42-47
Dagli Atti degli apostoli
[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 117 (118)
Rit. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».
Rit.
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Rit.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
Rit. Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Seconda Lettura 1 Pt 1,3-9
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo cfr. Gv 20,29
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso,
tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto
e hanno creduto!
Alleluia, alleluia.
VANGELO Gv 20,19-31
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gloria a te, o Signore.
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.
La professione di fede
Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?
Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatti rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia per la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore. Amen.

Mio Signore
e mio Dio!
La nostra preghiera di oggi
Prete: Preghiamo gli uni per gli altri nella gioia della Resurrezione.
Signore, rinnova i prodigi del tuo amore!
- Padre, Gesù risorto ha donato la pace ai suoi discepoli:
– insegnaci ad essere ogni giorno artigiani della pace attraverso cammini di giustizia, di riconciliazioni e di perdono. - Padre, Gesù risorto ha alitato sui discepoli lo Spirito santo:
– donaci di comprendere che lo Spirito è la remissione dei peccati, forza che salva e converte le nostre vite. - Padre, Gesù risorto ha proclamato beati quelli che credono senza avere visto:
– sostieni la nostra contemplazione delle realtà invisibili, nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il tuo Regno. - Padre, Gesù risorto ha rallegrato i tuoi amici:
– dona gioia a chi è solo, colma il vuoto di chi è isolato, da’ speranza a chi è disperato. - Padre, Gesù risorto ha vinto la morte: ti affidiamo (… e) tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti:
– possano ora partecipare tutti in pienezza alla gioia della Gerusalemme celeste.
Intenzioni personali silenziose.
Il prete conclude accompagnato da tutti:
Padre santo, mandaci il tuo Spirito affinché ci amiamo gli uni gli altri; mantienici nell’unità, mediante il vincolo della pace e della carità, e facci giungere ad un amore autentico in Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore. Amen.
Canto all’offertorio
SE M’ACCOGLI
Tra le mani non ho niente,
spero che mi accoglierai,
chiedo solo di restare accanto a te.
Sono ricco solamente
dell’amore che mi dai,
è per quelli che non l’hanno avuto mai.
Rit. Se m’accogli, mio Signore,
altro non ti chiederò
e per sempre la tua strada,
la mia strada resterà.
Nella gioia e nel dolore
fino a quando tu vorrai,
con la mano nella tua camminerò.
Io ti prego con il cuore,
so che tu mi ascolterai,
rendi forte la mia fede più che mai.
Tieni accesa la mia luce
fino al giorno che tu sai,
con i miei fratelli incontro a te verrò.
Rit.
Sulle offerte
Accogli, o Signore, i doni del tuo popolo
[e di questi nuovi battezzati]:
tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo,
guidaci alla beatitudine eterna.
Amen.
Prefazio
È fonte di salvezza, renderti grazie,
Padre misericordioso e onnipotente nell’amore.
Nel mistero della Pasqua
tu hai rivelato al mondo
la vittoria dell’amore sulla morte,
del tuo Figlio risorto,
hai fatto la primizia della nuova creazione.
Egli si fa presente in mezzo ai discepoli
donando la pace,
effondendo lo Spirito che rinnova ogni cosa.
Nelle ferite del suo corpo
contempliamo i segni del suo amore
spinto fino all’estremo;
e insieme all’apostolo Tommaso,
anche noi lo riconosciamo
come nostro Signore e nostro Dio.
Tu ci chiami a vivere la beatitudine
di coloro che credono pur senza aver visto,
perché, riuniti come fratelli e sorelle
nel giorno del Signore,
possiamo incontrare il Risorto
nell’ascolto della tua Parola.
In essa il tuo Figlio si manifesta ancora oggi,
ci dona la sua vita e ci invia nel mondo
come testimoni del suo amore,
perché ogni essere umano
riceva il perdono e la pace.
Per questo mistero
di grazia e di vita nuova,
uniti all’assemblea dei santi,
cantiamo insieme la tua gloria:
Santo
Santo, Santo, Santo,
Il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Osanna, osanna, osanna,
nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.
Osanna, osanna, osanna,
nell’alto dei cieli.
Scambio della pace
Antifona alla comunione
Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco, e non essere incredulo, ma credente! Alleluia. (Gv 20,27)
Comunione
PANE DEL CIELO
Rit. Pane del cielo
sei Tu Gesù,
via d’amore:
Tu ci fai come Te.
No, non è rimasta fredda la terra:
Tu sei rimasto con noi,
per nutrirci di Te,
pane di vita;
ed infiammare col tuo amore
tutta l’umanità.
Si, il Cielo è qui su questa terra:
Tu sei rimasto con noi,
ma ci porti con Te,
nella Tua casa
dove vivremo insieme a Te
tutta l’eternità.
No, la morte non può farci paura:
Tu sei rimasto con noi.
E chi vive con Te
vive per sempre.
Sei con noi, sei Dio per noi,
Dio in mezzo a noi.
Dopo la comunione
Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale
che abbiamo ricevuto sia sempre operante nei nostri cuori.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Nel congedare l’assemblea
Prete:
Portate a tutti la gioia del Signore risorto. Andate in pace. Alleluia, alleluia.
Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.
Canto finale
TI SEGUIRÒ
Ti seguirò, ti seguirò, o Signore,
e nella tua strada camminerò.1. Ti seguirò nella via dell’amore
e donerò al mondo la vita.2. Ti seguirò nella via del dolore
e la tua croce ci salverà.3. Ti seguirò nella via della gioia
e la tua luce ci guiderà.
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: la fede dei padri dell’antico testamento (Eb 11); le testimonianze sulla fede degli apostoli e sulle loro difficoltà a credere (Mt 8,23-27; 14,22-23; Mc 16,9-14; Lc 17,5-6; Mc 9,14-29).
Letture di domenica prossima, III del tempo di Pasqua
Atti 2,14-33; Salmo 16; Prima lettera di Pietro 1,17-21; Luca 24,13-35.
Segno di pace
(Davide Maria Turoldo, omelia della II Dom. di Pasqua, Sant’Egidio, 7 aprile 1991)
Se c’è una caratteristica della nostra società è di essere, appunto, una società nucleare, è di essere una società atomica, è di essere una società — detta nei termini correnti — individualistica come mai potevamo immaginare. Tant’è vero che — non vorrei essere non rispettoso — gli altri non ci interessano, non ci interessa la sorte degli altri.
Pensiamo solo a quello che sta avvenendo adesso nel mondo, in virtù del tessuto ormai consolidato e inattaccabile e incorruttibile delle nostre politiche. Provate a pensare a quello che sta avvenendo, provate a pensare!
Provate a pensarlo soprattutto nella condivisione dei beni!
I cristiani vendevano tutto e portavano ai piedi degli apostoli tutti i ricavati delle loro vendite di beni, di campi e di case e poi davano a ciascuno secondo la propria necessità, il proprio bisogno.
(…)
Come farà il mondo di oggi a credere che Cristo è risorto in questa società così egoistica e chiusa, e individualistica, borghese — nel senso ideologico della parola; perché borghese nel senso ideologico è colui che pensa soltanto a se stesso (non inteso come abitatore del borgo), cioè: basta che stia bene io, non mi interessa di mio fratello — mentre il cristianesimo dovrebbe essere tutto l’opposto: io non posso star bene fin che non sta bene mio fratello. Quindi come fa un mondo di oggi a credere che Cristo è risorto, che Cristo è la verità in cui credere, quando noi siamo così. Pensate!
Provate a pensare alla cristianità che conosciamo! Ecco la grande difficoltà a predicare oggi! Come si fa a predicare oggi, come si fa se queste cose non sono praticate neanche dalla chiesa?
Allora si torna all’ultima parte del vangelo, alla difficoltà di credere: cioè a san Tommaso. Non si tratterrà allora di dire: io credo perché pratico un culto, perché osservo certe costumanze, ma si tratterà di rendere testimonianza con la vita.
Difatti, nel finale di questo vangelo, che è il finale del vangelo di Giovanni, si dice: «Molti segni fece il Signore in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti perché crediate che Gesù Cristo è il figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome». Il problema è di credere. Riusciremo noi a dire, finalmente: io credo Signore? Riusciremo a dire la frase di questo san Tommaso, protettore di tutti gli increduli — e che per fortuna è un rappresentante degno e serio — finché non tocco le piaghe del crocefisso, che irradiano di nuovo sulla terra, finché non partecipo e non mi rendo conto che sono le piaghe di un Cristo risorto, finché non metto questa mia mano nel suo costato? Ha ragione di dire: non credo!
E difatti hanno ragione di dire: non crediamo. Dov’è il vostro crocefisso che volete mostrare al mondo? Il crocefisso risorto nella sua umanità ferita, messo al centro del culto. Dov’è il vostro Cristo? Perché Cristo non è un pezzo di legno!
Perfino un papa ha detto: come legno ti spezzo, e come Cristo ti adoro. Perché Cristo non è quello che pende dai nostri crocefissi diventati sghiribizzi, ornamenti di qualche salotto borghese, oppure inutilmente appesi nelle sale dei nostri tribunali. Non è quello il crocefisso. Il crocefisso è quello delle piaghe e del costato ferito che è risorto e messo nel centro del culto.
Ecco cosa vuol dire questa pagina che è intessuta di questo intreccio di letture! Allora veramente saremo creduti e avremo la vita nel Suo nome. E soprattutto i poveri avranno la vita. Ecco: i crocefissi della terra!
Cari miei, credere è una cosa difficile. Non per niente dicevo all’inizio che ogni domenica è Pasqua, e quindi ogni domenica si dovrebbe sempre approfondire queste cose, ogni domenica si dovrebbe verificare, confrontare. E senza neanche scoraggiarci. Ma mossi da questa intenzione, da questa serietà d’impegno. E quello che magari non siamo riusciti a capire oggi lo capiremo domenica prossima, ma intanto questo è il punto su cui dovremmo sempre confrontarci. Grazie.
Avvisi della settimana
Gli appuntamenti della settimana. Le notizie e gli avvisi delle attività svolte in questa settimana.
