VIA CRUCIS 2026

SENTI UNA VOCE
Senti una voce che chiama
e non ha tempo né età.
Senti la voce più forte: accoglila!
Passa tra muri e pareti
sfida anche il vento e non ha
servi e padroni ma amici: accoglila!
E sarà facile viverla insieme a me
la nostra ancora che ci trattiene qui.
Non è per sbaglio che ha scelto proprio te
e nel cammino tuo c’è proprio Dio!
Quante parole ha l’amore
una per tutti sarà
dono per gli altri il tuo cuore e arriverà
tra le più alte montagne
dove non osano mai
scopri un paesaggio di gioia e libertà.
E non credevi mai potesse offrire a te
mille speranze che non moriranno mai.
E non credevi che toccasse proprio a te
vivere il nome Suo in mezzo a noi.
Ora traspira la pelle
questa certezza che c’è.
Tu devi urlarlo alle stelle e dire che
vivere è accogliere chi non ha
quello che puoi dargli tu.
Vivere è accogliere Cristo che ti salverà.
E non ha ostacoli né compromessi mai
e può cambiare Lui quello che non va in te
e può ridarti Lui la tua serenità.
Rispondi presto dai! Non perderlo!
Senti una voce che chiama
e non ha tempo né età.
Senti la voce più forte: Accoglila!
Prologo
Signore, Questa sera, vogliamo rivivere con la nostra comunità la morte dell’Uomo Gesù.
Non è un ricordo, non è solo un racconto per commuoverci un po’.
È la storia vera di un uomo che ha saputo vivere e morire rimanendo fedele a suo Padre, ai suoi ideali, ai suoi amici.
Un uomo capace di pagare di persona.
Un uomo capace di perdonare e di amare anche i nemici.
Ci prepariamo a camminare dietro a lui, perché Lui ci aiuti a modellare la nostra vita sulla Sua.
Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
Amen.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Prima sosta
NEL CENACOLO
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Luca 22,14.17–27
La cena pasquale
Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui. Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
Segno: distribuzione di un pezzetto di pane
FRUTTO DELLA NOSTRA TERRA
Frutto della nostra terra,
del lavoro di ogni uomo:
pane della nostra vita,
cibo della quotidianità.
Tu che lo prendevi un giorno,
lo spezzavi per i tuoi,
oggi vieni in questo pane,
cibo vero dell’umanità.
Rit. E sarò pane, e sarò vino
nella mia vita, nelle tue mani.
Ti accoglierò dentro di me,
farò di me un’offerta viva,
un sacrificio gradito a Te.
Frutto della nostra terra,
del lavoro di ogni uomo:
vino delle nostre vigne,
sulla mensa dei fratelli tuoi
Tu che lo prendevi un giorno,
lo bevevi con i tuoi,
oggi vieni in questo vino
e ti doni per la vita mia.
Rit.
Riflessione
Mentre Gesù parla di donare la vita e istituisce l’Eucarestia, gli apostoli pensano a “chi comanda”. Gesù non si arrabbia, ma spiega che nel suo regno le regole sono al contrario. Nel suo mondo, il “capo” non è quello che si fa servire: per Gesù, il più importante è chi serve gli altri.
Anche noi possiamo seguire il suo insegnamento: essere grandi non significa avere potere o diventare famosi, ma essere i primi ad aiutare e impegnarci a promuovere la pace
Preghiera insieme
Il segno di questo pane, sia memoria del tuo dono:
Cristo pane spezzato per la vita del mondo.
Saziati dal suo amore fa
che possiamo divenire pane fragrante e profumato,
generosamente offerto per la vita dei fratelli.
Gesù, pane spezzato per tutti,
donaci la grazia di essere come tu ci vuoi.
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Seconda sosta
NELL’ORTO DEGLI ULIVI E ARRESTO
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Matteo 26,36-41.47-53
Sul monte degli Ulivi
Gesù andò con i discepoli in un podere, chiamato Getsèmani, e disse: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare».
Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.
Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?
Riflessione
Gesù, che hai sofferto e ti sei sacrificato davanti ai nostri occhi per donarci la pace, ti preghiamo. Dona la speranza a chi vede solo la paura e la pace a chi vive la realtà della guerra.
Segno: distribuzione della preghiera di abbandono.
IL CANTO DELL’AMORE
Se dovrai attraversare il deserto
non temere io sarò con te
se dovrai camminare nel fuoco
la sua fiamma non ti brucerà
seguirai la mia luce nella notte
sentirai la mia forza nel cammino
io sono il tuo Dio, il Signore.
Sono io che ti ho fatto e plasmato
ti ho chiamato per nome
io da sempre ti ho conosciuto
e ti ho dato il mio amore
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
Non pensare alle cose di ieri
cose nuove fioriscono già
aprirò nel deserto sentieri
darò acqua nell’aridità
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai
perché tu sei prezioso ai miei occhi
vali più del più grande dei tesori
io sarò con te dovunque andrai.
Io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te
io ti sarò accanto sarò con te
per tutto il tuo viaggio sarò con te.
Preghiera di abbandono
Padre mio, mi abbandono a Te.
Fa’ di me ciò che Ti piace.
Qualunque cosa Tu faccia di me, ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto,
purché la Tua volontà si compia
in me e in tutte le Tue creature.
Non desidero niente altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle Tue mani,
Te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore.
Perché Ti amo.
Ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura,
con una confidenza infinita,
poiché Tu sei il Padre mio.
(Charles de Foucauld)
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Terza sosta
LA CONDANNA A MORTE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Luca 23,13-25
La condanna a morte
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà».
Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.
Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Riflessione
Se la verità è l’unica strada verso la pace, già al tempo di Ponzio Pilato essa veniva negata per comodità, indifferenza o paura. Ancora oggi accade lo stesso: le ingiustizie e le guerre, anche se sembrano lontane, ci riguardano da vicino. Inseguire la pace può sembrare difficile, ma resta l’unica speranza possibile.
Per questo vogliamo ricordare Awdah, un ragazzo che alcuni di noi hanno conosciuto grazie all’Opera La Pira. Ha scelto la verità, rifiutando una pace fittizia, e con coraggio ha sacrificato la sua vita per difendere la sua casa, i diritti umani e il suo popolo.
Oggi, in suo onore, un ulivo piantato al Villaggio La Vela è diventato per noi un simbolo: un seme di speranza per continuare il suo impegno. La pace.
Segno: cartellone con immagini di ingiustizia
Preghiera insieme
Signore Gesù,
rimpiango di non aver prestato attenzione al tuo creato
e di averlo usato male per i miei egoistici fini.
Ti prego, infondi in me un tale amore per le tue creature
che ti possa riconoscere come loro Creatore.
Donami il rispetto per questo mondo
e fai che lo usi per farti conoscere agli altri,
così che si possa manifestare il tuo regno su questa terra.
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Quarta sosta
GESÙ CARICATO DELLA CROCE
E AIUTATO DAL CIRENEO
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Marco 15,16-22
Sulla via del Calvario
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo.
Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio».
Riflessione
Anche siamo come i soldati quando prendiamo di mira i nostri simili senza sforzarci di comprenderli e giudicandoli ingiustamente.
Se vogliamo la pace dobbiamo combattere tutte le forme di violenza e promuovere il dialogo.
Segno: distribuzione di una piccola croce
DOV’È ODIO
Dov’è odio fa’ ch’io porti amore,
dov’è offesa ch’io porti il perdono,
dov’è la discordia fa’ ch’io porti l’unione,
dov’è il dubbio fa’ ch’io porti Te.
E la verità dov’è l’errore,
la speranza per chi è disperato.
Se perdonerai chi ti ha fatto del male
anche te il Signor perdonerà.
Dov’è la tristezza porti gioia,
dove son le tenebre la luce,
o Maestro fa’ ch’io non cerchi
di essere amato quanto di amare.
È morendo che poi si vivrà
di vita eterna, fammi strumento del tuo amor.
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Quinta sosta
LA CROCIFISSIONE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Lc 23,33-34.39-43
La crocifissione
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso»
Riflessione
Il rimanere nell’amore del Padre trasforma uno strumento di tortura e morte, come la Croce e suoi chiodi, in un luogo di incontro, di salvezza e di perdono. L’esistenza umana di Gesù è vissuta nella preghiera e nel dialogo con il Padre.
L’offerta della salvezza nel perdono dei peccati è la ragione della missione di Gesù. Egli muore continuando a cercare ciò che era perduto.
La salvezza non è collocata in un futuro incerto, ma accade nel momento dell’incontro personale con Gesù e la sua Parola di Pace e Salvezza
Il peccatore pentito accetta Gesù come Messia e non si lascia scandalizzare dalla croce. Basta un istante e ti si spalanca la vita davanti, anche se hai sbagliato tutto, anche se non hai combinato nulla di buono, anche se hai buttato al vento per anni i tuoi talenti, la tua intelligenza, le buone possibilità che la vita di offriva, anche se hai ferito e fatto del male a tante persone…
La grazia di un istante riscatta un’intera esistenza perduta. Gesù desidera raggiungerci, accoglierci, perdonarci. A fianco a lui, e più ancora nel suo Regno, c’è un posto preparato per noi. il paradiso, è lo stare con lui, è la sua compagnia. Un Regno di Pace e Amore è possibile già da ora.
Segno: distribuzione di un chiodo
RE DI GLORIA
Ho incontrato Te Gesù
e ogni cosa in me è cambiata
tutta la mia vita
ora ti appartiene
tutto il mio passato
io lo affido a Te
Gesù Re di gloria mio Signor.
Tutto in Te riposa,
la mia mente il mio cuore
trovo pace in Te Signor,
Tu mi dai la gioia
voglio stare insieme a Te,
non lasciarti mai…
Gesù Re di gloria mio Signor.
Rit. Dal tuo amore chi mi separerà
sulla croce hai dato la vita per me
una corona di gloria mi darai
quando un giorno ti vedrò.
Tutto in Te riposa,
la mia mente il mio cuore
trovo pace in Te Signor,
Tu mi dai la gioia vera
voglio stare insieme a Te,
non lasciarti mai…
Gesù Re di gloria mio Signor. Rit.
Finale: Io ti aspetto mio Signor
Io ti aspetto mio Signor
Io ti aspetto mio Re!
Meditazione
Un chiodo
nelle tue mani.
Chiodi
nella carne dell’umanità
nella carne dei fratelli
nella mia carne.
Universale sofferenza.
Anch’io
ne sono complice.
Anch’io
posseggo chiodi per ferire.
Produco sofferenza
col mio modo di fare.
Le mie idee
ben fissate
colpo dopo colpo
inchiodano i fratelli.
Non sempre uso grossi chiodi
per grandi ferite.
Ho imparato
la tecnica dello spillo.
Piccole punture:
parole, atteggiamenti,
sguardi, sorrisi…
Infiniti spilli
per ferire il fratello.
Anch’io mi sento bloccato
dai chiodi che pianto.
Chi mi libererà?
Chi strapperà
i chiodi ritorti?
Preghiera insieme
Signore Gesù, conducimi sulla via del perdono.
Ogni volta che sono tentato di ripagare un’offesa con un’altra offesa
ricordami il tuo amore per coloro che ti hanno crocifisso.
Stammi vicino, Signore, nella mia rabbia e nel mio orgoglio
e non farmi perdere le occasioni che mi offri
di salvare i miei nemici, aiutandomi ad amarli.
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Sesta sosta
LA MORTE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Marco 15,33-39
La morte di Gesù
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!»
Riflessione
Gesù, in questo momento sei sulla croce e ti senti solo e nel buio. Anche noi a volte abbiamo paura e ci sentiamo tristi o abbandonati. Aiutaci a ricordare che Tu sei sempre con noi, anche quando non ce ne accorgiamo.
Insegnaci a fidarci di Dio e a portare un po’ di luce agli altri, con un sorriso, un gesto gentile, una parola buona. Gesù, resta sempre vicino a noi.
Gesù, ti vediamo sulla croce e capiamo quanto fanno male l’odio e la violenza. Tu non hai risposto con rabbia, ma con amore e perdono.
Aiutaci a essere bambini portatori di pace: a non litigare, a chiedere scusa, a perdonare e volerci bene.
Fa’ che nelle nostre famiglie, a scuola e tra amici ci sia più pace ogni giorno.
Gesù, insegnaci a portare pace.
Segno: silenzio
Preghiera insieme
O Dio, sappiamo che tu sei un Padre amorevole
e che soltanto le nostre passioni possono separarci dal tuo amore.
Se tu sembri assentarti da noi anche per un attimo,
siamo perduti nel buio e nella paura.
Portaci attraverso l’oscurità
e fa’ che entriamo nuovamente nella tua luce e nella tua vita.
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Settima sosta
GESÙ DEPOSTO DALLA CROCE
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Giovanni 19,38-42
La sepoltura
Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.
Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei.
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.
Riflessione
Quando si moltiplicano i dolori e le sofferenze, sotto ogni aspetto e forma, ci è difficile pronunciare parole di speranza; attraversando la notte della fede, anche noi siamo assaliti dalla paura di chi non ha speranza, di chi non ha più Dio.
Nella sua deposizione Gesù ci dice: sii semplice, apri il tuo cuore ad ascoltare il tuo prossimo a consolarlo a rispettarlo ad accoglierlo. Nulla è ancora perduto poi ancora andare avanti, con più amore, affetto e fortezza.
Segno: scambio della pace
ABBRACCIAMI
Gesù parola viva e vera
sorgente che disseta e cura ogni ferita
ferma se di me i tuoi occhi
la tua mano stendi e donami la vita.Abbracciami dio dell’eternità
rifugio dell’anima grazia che opera.
Riscaldami fuoco che libera
manda il tuo spirito, Maranathà Gesù.Gesù asciuga il nostro pianto
leone vincitore della tribù di Giuda
vedi nella tua potenza questo cuore sciogli
con ogni sua paura.Abbracciami dio dell’eternità
rifugio dell’anima grazia che opera.
Riscaldami fuoco che libera
manda il tuo spirito, Maranathà Gesù.Per sempre io cantero la tua immensa fedeltà,
il tuo spirito in me in eterno ti loderà.
Per sempre io cantero la tua immensa fedeltà,
il tuo spirito in me in eterno ti loderà.Abbracciami dio dell’eternità
rifugio dell’anima grazia che opera.
Riscaldami fuoco che libera
manda il tuo spirito, Maranathà Gesù.Manda il tuo Spirito, manda il tuo Spirito
Maranathà Gesù.
Manda il tuo Spirito.
Abbracciami
Preghiera insieme
Padre, tu hai permesso che il tuo unico figlio
fosse ucciso dagli uomini su una croce.
Ci hai fatti simili a te
eppure hai permesso che torturassimo e uccidessimo il tuo Verbo.
Aiutaci a riconoscere la tua potenza
in ciò che sembra debolezza,
il tuo amore
in ciò che sembra fallimento,
la tua promessa
nel buio e nel dolore della morte.
Dacci la forza di credere in te
quando tutto sembra finito
affinché possiamo raggiungere il tuo regno eterno.
Padre nostro…
Ave Maria…
Gloria al Padre….
Ottava sosta
GESÙ RISORGE IL TERZO GIORNO
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Marco 16,1-8
La resurrezione
Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”». Esse uscirono e fuggirono via dal sepolcro, perché erano piene di spavento e di stupore.
Riflessione
In questo brano si parla della resurrezione di Gesù, del ritorno alla luce e alla vita, della vittoria sulla morte. Gesù è la luce nel mondo, la luce vera, se l’accogliamo non vivremo più nelle tenebre. Se l’accogliamo torneremo a vedere, a conoscere, a manifestare, a rivelare la pace perfetta, vera, sincera.
Segno: distribuzione di un piccolo lumino
IL TUO MIRACOLO
Come un vasaio Tu sei
La mia vita è tra le Tue mani
Plasmami e rimuovi Tu
Ogni imperfezione da me
Tu non mi getti mai via
Riprendi tutto da capo
Mi rimodelli, Tu perdoni i miei sbagliRit. Fai di me ciò che vuoi
Portami dove vuoi
Usa il mio dolore, offro il mio cuore
Tutta la mia vita è Tua
Come dell’oro sarò
Passerò in mezzo al fuoco
Ma so che resti con me
Nella fornace io e Te
Il fuoco non mi consuma
Mi rende sempre più puro
Io sarò come Te, a Tua immagine
Rit. (2 volte)
Io non morirò
Anzi io vivrò
Racconterò le Tue opere
Racconterò il Tuo miracolo in me (2 volte)
In me, oh-oh-oh
Rit. (2 volte)
Mi hai liberato, per liberare (4 volte)
Preghiera insieme
Vieni Signore Gesù, guidaci nella gioiosa danza della risurrezione.
Aiutaci a spogliarci delle nostre tristezze e delle nostre preoccupazioni e facci essere liberi e orgogliosi di giocare con te nel mondo.
Tu sei il nostro Signore, il nostro Redentore, il nostro Amore, il nostro Fratello. Insegnaci ad essere gioiosi nel dolore, pacifici di fronte all’ira e puri in mezzo alle tentazioni.
Noi siamo il tuo popolo, guidaci nell’eterna danza dell’amore.
Saluto finale
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito santo.
Amen.
Andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.
Avvisi della settimana
Gli appuntamenti della settimana. Le notizie e gli avvisi delle attività svolte in questa settimana.
