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3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Canto
VANGELO Mt 4,12-23
La professione di fede
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito santo si è incarnato nel seno della vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Il popolo
che abitava
nelle tenebre
vide una
grande luce
La nostra preghiera di oggi
Prete: Fratelli e sorelle, al Signore nostro Dio che ancora oggi ci chiama a seguire suo Figlio Gesù Cristo eleviamo la nostra supplica: Insegnaci a seguire la tua luce, Signore!- Concedici, Signore, di non scoraggiarci dei pesi e delle tenebre del nostro cammino: – tu vuoi condurci alla libertà e alla felicità più grande.
- Donaci, Signore, di vivere alla tua sequela nella libertà e per amore, – e annunceremo a tutti gli uomini la bellezza della vita cristiana.
- Insegnaci, Signore, ad ascoltare e meditare le parole di Gesù, – e troveremo in esse il nutrimento della nostra vita spirituale.
- Accendi in noi, Signore, in questo giorno di preghiera per l’unità dei cristiani, il fuoco del tuo Spirito affinché si estingua ogni inimicizia tra i cristiani, – e ci faccia custodire l’esigenza dell’unità e la ricchezza della diversità.
- Ispiraci, Signore, progetti di pace con la forza del tuo Spirito; sollecitati dal giorno della Memoria del 27 gennaio, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni naziste in Europa, – cresca in noi il rispetto e la dignità per tutti gli uomini, di qualsiasi etnia, religione, popolo, nazione e condizione sociale.
- Rinvigorisci, Signore, i costruttori di pace: – perché dall’impegno e dalla autentica testimonianza della loro vita si estinguano nel mondo i sentimenti di odio, separazione e dissidio.
- Ti affidiamo, Signore, (…. e) le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti: – infondi in noi la speranza che risorgeremo in Cristo per partecipare alla tua vita divina.
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: Gesù luce del mondo: Giovanni 8,12-20; 12, 20-50; Efesini 5,1-20.
Letture di domenica prossima, IV del tempo ordinario
Sofonia 2,3; 3,12-13; Salmo 145; Prima lettera ai Corinti 1,26-31; Matteo 5,1-12.
Il continente di tenebra
La Parola di Gesù, nella sua sostanziale pienezza, è un evento, non è un discorso: Gesù non è un maestro affidato a dei libri. Io testimonio che se voglio dentro di me – a prescindere dai condizionamenti della fede – avere una immagine luminosa di umanità, se mi interrogo su che significa essere veramente uomini, io mi riferisco a Gesù e a ciò che Egli ha vissuto e ha fatto […]. Il vero cristiano è solo Gesù. Chiunque ha la conoscenza della storia sa bene che dietro certi personaggi che entrano nel Pantheon dei nostri santi, c’è stata tanta miseria, tanta schiavitù mentale… Abbiamo dei santi che hanno fatto bruciare le streghe in piazza! Dobbiamo dirlo e insegnarlo, perché non avvenga (ditemi voi se non è vero) che man mano che un giovane diventa criticamente maturo crolla la sua educazione religiosa. A volte, crescere nella ragione significa, di necessità, perdere la fede. Ma quale fede? La fede costruita su miti e non sulla verità pura del Vangelo. Chi, annunciando veramente il Vangelo, sembra distruggerlo, costruisce. Chi educando, ed approfittando della debolezza dell’animo umano, costruisce altari ed idoli sacri, sembra che abbia costruito, ma se viene appena l’anelito della luce – e la luce scaturisce dall’intimo della coscienza umana e passa attraverso l’esercizio critico della ragione – il meraviglioso santuario religioso casca per intero.
Rimaniamo fedeli alla sobrietà del Vangelo. È significativo quel che dice qui Paolo: io annuncio il Vangelo, ma non con discorsi sapienti. I “discorsi sapienti” son discorsi astuti, che utilizzano le categorie dominanti per catturare le anime.
Paolo ci provò, in un momento di apparente trionfo ad Atene, ma rimase sconfitto perché si era dimenticato che quello del Vangelo è un annuncio che mette sotto giudizio anche la sapienza. Io non accetto di confrontare la parola evangelica con nessun libro degli uomini; né voglio modellare il Vangelo sulle sapienze umane, anche se, fatalmente, uso le parole dell’umana sapienza! […]
Notate come l’annuncio del Regno non passa attraverso il prestigio degli strumenti. Se Gesù si fosse conformato all’ideologia di certe centrali pastorali della Chiesa, avrebbe dovuto prendere tre o quattro professori di università; degli intellettuali di grosso livello. Questo peccato si è compiuto dopo, quando gli annunciatori del Vangelo hanno dovuto prepararsi con molti anni di teologia e con titoli per poter predicare. I poveri sono stati messi ai margini. Gli apostoli erano gente povera, che per lo più non sapeva nemmeno leggere. […] Pietro non sapeva scrivere. Aveva l’interprete accanto a sé per annunciare il Vangelo a Roma – perché non sapeva nessuna lingua.
Questa visibile povertà è la forma del Vangelo che ci obbliga a misurarci con ciò che è fuori dai nostri quadri, a ritrovare, dunque, la radice dell’uomo. Gesù passa e guarisce i malati; dinanzi a Lui l’uomo si rivela malato. È un altro tratto del Vangelo davvero sconcertante. Il Vangelo parla sempre di malati! Gesù passa ed arrivano malati nei loro lettucci, storpi, ciechi… Tutto ciò che è sotto le pietre della normalità. È l’uomo che si rivela malato. Egli è venuto per i malati, non per i sani, che non ne hanno bisogno. Ma nessuno è sano! È venuto a guarire i peccatori, non i giusti. Ma i giusti non ci sono. Questo scoperchiamento della falsa immagine della dignità e della giustizia è già un annuncio del Regno.
Gesù ci chiama e noi si va. […] Si va, non perché siamo liberati, ma perché vogliamo esserlo. Questo gruppo di discepoli attorno al Signore non è un gruppo di illuminati. Il Vangelo su questo punto non bara mai; non capiscono nulla fino in fondo. Questi apostoli che scappano non sono dei sapienti attorno al maestro, rimangono dei poveri uomini resi forti e straordinariamente coraggiosi dalla luce della Resurrezione. La forza della sapienza di fede vince ogni loro debolezza, e muoiono tutti uccisi.
Questo non è un episodio del passato: è norma. E se questo non avviene è segno che l’annuncio non è fatto come dovrebbe essere. Chi annuncia il Vangelo non può che irritare gli schiavi. Una volta Gesù entrò in un paese: guarì un indemoniato e il paese disse: per favore scansati da noi perché sei pericoloso! ” Ci rovini tutti “, dice il Vangelo. I nostri ordini costituiti campano su una specie di simmetria delle malattie: un ladro qui e un ladro là; un furbo qui e un imbecille là, creano simmetrie. Le professioni creano le loro simmetrie sui vizi degli uomini. Se venisse uno che liberasse le coscienze sarebbero contro di lui i magistrati, gli avvocati, i professori… tutti i difensori dell’ordine costituito che giocano sull’umana miseria. Gesù è passato ed è stato crocifisso.
Ed è difficile portare fino in fondo questa tesi, senza urtare contro punti delicati della nostra impostazione mentale. Mentre la parola del Cristo Crocifisso è parola di liberazione da ogni dipendenza umana, qui, nella comunità di Corinto, c’erano delle fazioni: “Io sono con Pietro, io sono con Paolo, io sono con Apollo…”. Si dividono. Dice Paolo: Chi vi ha liberati? Gesù Cristo è stato crocifisso per questo.
Quando, all’interno della Chiesa, invece di riferirci al Cristo, ci riferiamo a quel vescovo, a quel prete, a quel teologo e litighiamo, noi diamo spettacolo di schiavitù, di dipendenza mentale. Noi rimettiamo la coscienza in mano ad altri, mentre dovremmo averci solo un Maestro, il Cristo. Questa liberazione, anche dentro la Chiesa, è difficilissima!
Ernesto Balducci
Avvisi della settimana
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