PER UN PROCESSO COSTRUTTIVO
Si avvicina il referendum del 4 dicembre, quando saremo chiamati a decidere se la riforma della Costituzione, presentata dal Governo Renzi e approvata con alcune modifiche dal Parlamento il 12 aprile scorso, entrerà in vigore o sarà accantonata. Qualunque ne sarà l’esito, la consultazione referendaria costituisce un passaggio importante per la vita civile, politica e istituzionale dell’Italia.
Nelle ultime settimane, espressioni come “bicameralismo perfetto” o “Titolo V” sono diventate più familiari, ma non sempre è agevole metterne a fuoco portata e significato. Il testo della riforma è indubbiamente complesso e la comprensione di alcuni elementi richiede di muoversi con una certa dimestichezza nel funzionamento delle istituzioni repubblicane. Ancor meno scontata è la consapevolezza delle ragioni delle scelte operate dalla riforma e delle implicazioni che ne discendono, anche quando è ampio – e talora demagogico – il consenso per la modifica proposta (si pensi al tema della riduzione dei costi della politica).
Molto è stato detto e scritto sulla riforma, criticandola o sottolineandone gli aspetti positivi. Durante i lavori parlamentari è stata ampiamente discussa in ambito universitario e sono stati pubblicati numerosi libri, articoli e appelli, su carta e in Internet. Più recentemente anche la televisione ha iniziato a proporre dibattiti tra esponenti dei comitati del “sì” e del “no”, secondo format ben consolidati ma non sempre utili dal punto di vista informativo. Si moltiplicano poi gli appuntamenti “di parte” organizzati dai comitati, ma anche gli incontri di approfondimento promossi da diverse realtà della società civile.
Anche noi vogliamo dare un contributo alla riflessione e all’approfondimento per orientarsi e giungere a prendere una decisione consapevole, convinti che questo sia il modo per favorire una partecipazione autentica ai processi democratici, immaginando un percorso in cui questo referendum, a prescindere dal suo esito, rappresenti una opportunità di maturazione della coscienza democratica della nostra società. Organizzata dai giovani della parrocchia: