Percorso formativo

Corso di formazione per operatori pastorali 2025

 

In collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana “Caterina da Siena”

 

Qui puoi trovare i collegamenti ai video delle lezioni e il materiale per l’approfondimento, la riflessione e il lavoro dei gruppi.

 

SINTESI DELLA VALUTAZIONI

1️⃣ Apprendimenti ritenuti più importanti

A. Ecclesiologia: Chiesa come popolo in cammino

Tema fortemente ricorrente:

  • Chiesa come popolo di Dio
  • Camminare insieme
  • Corresponsabilità
  • Sinodalità concreta

Molti partecipanti dichiarano di aver maturato:

  • Una nuova immagine di Chiesa
  • Una visione più ampia della ministerialità
  • Maggiore consapevolezza del ruolo dei laici

👉 Punto forte: il corso ha inciso sull’identità ecclesiale, non solo sulle competenze operative.

 

B. Corresponsabilità e ministerialità

Ricorrono:

  • Chiamata di tutti alla partecipazione
  • Superamento della delega passiva
  • Maggiore consapevolezza del proprio compito pastorale

👉 Segno che il messaggio è arrivato: non si tratta di “aiutare il parroco”, ma di essere soggetti attivi.

 

2️⃣ Aspetti apprezzati (metodo e contenuti)

A. Qualità dei relatori e delle introduzioni

Molti sottolineano:

  • Preparazione dei relatori
  • Chiarezza
  • Stimoli teologicamente fondati

B. Metodo partecipativo

Molto apprezzati:

  • Lavori di gruppo
  • Confronto
  • Scambio tra parrocchie

Questo elemento emerge come uno dei più fecondi.

C. Organizzazione complessiva

In generale valutata positivamente, anche se con alcune riserve sui tempi.

👉 Sintesi: il corso è stato percepito come serio, ben impostato, non improvvisato.

 

3️⃣ Limiti evidenziati

Qui emergono elementi molto chiari e ripetuti.

A. Tempi troppo compressi

È il limite più citato:

  • Temi affrontati velocemente
  • Pochi spazi di approfondimento
  • Sensazione di “tanta carne al fuoco”

B. Eccessiva densità teorica

Alcuni segnalano:

  • Progettazione un po’ teorica
  • Difficoltà nel tradurre subito in pratica

C. Difficoltà logistiche

  • Incontri troppo ravvicinati
  • Non sempre facile partecipare a tutti

👉 Messaggio chiaro: il contenuto è valido, ma serve più respiro.

 

4️⃣ Problemi organizzativi segnalati

Non emergono criticità gravi.
Le segnalazioni riguardano soprattutto:

  • Tempi serrati
  • Fatica nel seguire tutto il percorso
  • Qualche difficoltà personale di partecipazione

👉 Non si registrano lamentele forti su relatori o contenuti.

 

5️⃣ Attese formative ancora aperte

Qui emerge un dato interessante: il corso ha “aperto processi”.

Molti chiedono:

  • Approfondimenti su temi appena introdotti
  • Maggiore collegamento con la realtà concreta del territorio
  • Strumenti operativi per tradurre la visione in scelte pastorali

In particolare:

  • Come entrare in relazione con il territorio
  • Come differenziare i livelli di annuncio
  • Come strutturare meglio la progettazione pastorale

👉 Il corso ha acceso desiderio, non saturato il bisogno.

 

6️⃣ Suggerimenti per il futuro

A. Ritmo più disteso

Proposte implicite:

  • Un incontro al mese
  • Percorsi più lunghi ma meno compressi

B. Maggiore concretezza

Richiesta di:

  • Strumenti pratici
  • Laboratori applicativi
  • Esempi concreti di progettazione

C. Maggiore scambio vicariale

Si chiede:

  • Condivisione tra parrocchie
  • Maggiore rete
  • Momenti di confronto strutturati

👉 C’è desiderio di costruire un “noi” vicariale reale.

 

7️⃣ Temi suggeriti per il prossimo anno

Le proposte si concentrano su:

Area teologico-formativa

  • Storia della Chiesa
  • Sacramenti
  • Approfondimenti ecclesiologici

Area pedagogico-pastorale

  • Aspetti psicologico-relazionali (catechesi)
  • Differenziazione degli annunci
  • Formazione dei formatori

Area sociale e territoriale

  • Cura della casa comune
  • Rapporto con il territorio
  • Ambito carità

👉 Si chiede una formazione che integri teologia, pastorale concreta e dimensione sociale.

 

🔎 Lettura interpretativa complessiva

Ti dico con chiarezza cosa emerge in profondità.

  1. Il corso è stato percepito come serio e significativo.
  2. Ha inciso sull’identità ecclesiale.
  3. Ha generato desiderio di continuità.
  4. Il limite principale è metodologico (tempi e densità), non contenutistico.
  5. C’è una richiesta forte di passare dal quadro teologico alla pratica pastorale.

In altre parole:
non serve cambiare direzione, serve consolidare e radicare.