[chiesa-messa]
[orario-messa]
3ª DOMENICA DI PASQUA – ANNO A
Canto
DALL’AURORA AL TRAMONTO
Rit. Dall’aurora io cerco Te,
fino al tramonto ti chiamo:
ha sete solo di Te
l’anima mia come terra deserta.
Non mi fermerò un solo istante,
sempre canterò la tua lode
perché sei il mio Dio,
il mio riparo: mi proteggerai
all’ombra delle tue ali.
Rit.
Non mi fermerò un solo istante,
io racconterò le tue opere
perché sei il mio Dio:
unico bene, nulla mai potrà
la notte contro di me.
Rit.
Atto penitenziale
Fratelli e sorelle carissimi, invochiamo la benedizione di Dio nostro Padre perché questo rito di aspersione ravvivi in noi la grazia del Battesimo, per mezzo del quale siamo stati immersi nella morte redentrice del Signore per risorgere con lui alla vita nuova.
Padre, gloria a te, che dall’Agnello immolato sulla croce fai scaturire le sorgenti dell’acqua viva.
Gloria a te, o Signore.
Cristo, gloria a te, che rinnovi la giovinezza della Chiesa nel lavacro dell’acqua con la parola della vita.
Gloria a te, o Signore.
Spirito, gloria a te, che dalle acque del Battesimo ci fai riemergere come primizia della nuova umanità.
Gloria a te, o Signore.
Il prete prende l’aspersorio e asperge tutta l’assemblea.
Dio onnipotente ci purifichi dai peccati e per questa celebrazione dell’Eucaristia ci renda degni di partecipare alla mensa del suo regno nei secoli dei secoli. Amen.
Gloria Gloria a Dio nell’alto dei cieli
e pace in terra agli uomini
amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del Padre,
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo,
con lo Spirito Santo,
nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua raduni la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci di riconoscere il Cristo crocifisso e risorto che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture e si rivela a noi nello spezzare il pane. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura At 2,14.22-33
Dagli Atti degli apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Salmo responsoriale dal Salmo 15 (16)
Rit. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Rit.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Rit.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.
Rit.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
Rit. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Seconda Lettura 1Pt 1,17-21
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.
Canto al vangelo Cf. Lc 24,32
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia, alleluia.
VANGELO Lc 24,13-35
Dal Vangelo secondo Luca
Gloria a te, o Signore.
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».
Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore. Lode a te, o Cristo.
La professione di fede
Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?
Credo.
Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.
Credete nello Spirito santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatti rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia per la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore. Amen.

Lo riconobbero
nello spezzare
il pane
La nostra preghiera di oggi
Prete: Preghiamo il Signore risorto per noi e per tutti gli uomini.
- Gesù risorto, ti sei posto al fianco dei due discepoli di Emmaus:
– aiutaci ad essere vicini ad ogni uomo, capaci di condividere dolori e paure e di infondere speranza. - Gesù risorto, tu ci hai svelato il senso delle Scritture:
– insegnaci a leggere la storia alla luce della tua vittoria sulla morte. - Gesù risorto, tu hai dato la gioia ai discepoli di riconoscerti nello spezzare il pane:
– dona la gioia della comunione e della pace a tutti i popoli della terra. - Gesù risorto, tu hai reso i discepoli testimoni della tua resurrezione:
– fai di noi dei testimoni credibili del Vangelo e dona alle coppie che si sposano di essere segno visibile del tuo amore. - Gesù risorto, ti affidiamo (…… e) tutte le nostre sorelle e i nostri fratelli defunti:
– concedici di discernere il senso dell’eternità nascosto nelle realtà quotidiane.
Intenzioni personali silenziose.
Il prete conclude accompagnato da tutti:
Signore Gesù, il nostro cuore sia sempre ardente quando ci parli, sappia riconoscerti presente nella storia dell’umanità, e ti cerchi come suo Salvatore e Signore, nei secoli dei secoli. Amen.
Canto all’offertorio
SE M’ACCOGLI
Tra le mani non ho niente,
spero che mi accoglierai,
chiedo solo di restare accanto a te.
Sono ricco solamente
dell’amore che mi dai,
è per quelli che non l’hanno avuto mai.
Rit. Se m’accogli, mio Signore,
altro non ti chiederò
e per sempre la tua strada,
la mia strada resterà.
Nella gioia e nel dolore
fino a quando tu vorrai,
con la mano nella tua camminerò.
Io ti prego con il cuore,
so che tu mi ascolterai,
rendi forte la mia fede più che mai.
Tieni accesa la mia luce
fino al giorno che tu sai,
con i miei fratelli incontro a te verrò.
Rit.
Sulle offerte
Accogli, o Signore, i doni della tua Chiesa in festa
e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Prefazio
È fonte di gioia e di speranza,
rendere grazie a te,
Padre santo, Dio misericordioso ed eterno.
Nel tuo Figlio risorto
ti fai compagno sulle nostre strade:
quando siamo lenti a capire
e la speranza sembra ormai perduta.
Con la luce delle Scritture
Egli fa ardere il nostro cuore
rivelando nello scandalo della croce
la pienezza del tuo amore.
Nello spezzare il pane
Egli apre i nostri occhi
e si fa riconoscere come il Vivente,
presente in ogni comunità
che celebra l’Eucaristia.
E noi, trasformati dal suo incontro,
come i due discepoli di Emmaus
riprendiamo il cammino con gioia
per annunciare ai fratelli la presenza del Risorto.
Sostenuti dall’assemblea celeste,
coscienti della missione che ci affidi
cantiamo con tutta la Chiesa
l’inno di benedizione e di ringraziamento:
Santo
Santo, Santo, Santo,
Il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Osanna, osanna, osanna,
nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene
nel nome del Signore.
Osanna, osanna, osanna,
nell’alto dei cieli.
Scambio della pace
Antifona alla comunione
«I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane. Alleluia». (Cf. Lc 24,35)
Comunione
RESTA QUI CON NOI
Le ombre si distendono,
scende ormai la sera,
e s’allontanano dietro i monti
i riflessi di un giorno che non finirà,
di un giorno che ora correrà sempre.
Perché sappiamo che una nuova vita
da qui è partita e mai più si fermerà.
Rit. Resta qui con noi,
il sole scende già,
resta qui con noi
Signore è sera ormai.
Resta qui con noi,
il sole scende già,
se tu sei con noi
la notte non verrà.
S’allarga verso il mare
il tuo cerchio d’onda,
che il vento spingerà
fino a quando giungerà
ai confini di ogni cuore,
alle porte dell’amore vero.
Come una fiamma che dove passa brucia,
così il tuo amore tutto il mondo invaderà.
Davanti a noi l’umanità
lotta, soffre e spera
come una terra che nell’arsura
chiede l’acqua da un cielo senza nuvole,
ma che sempre le può dare vita.
Con te saremo sorgente d’acqua pura,
con te fra noi il deserto fiorirà.
Dopo la comunione
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo
che ti sei degnato di rinnovare con questi sacramenti di vita eterna,
e donagli di giungere alla risurrezione incorruttibile del corpo,
destinato alla gloria.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Canto finale
TI SEGUIRÒ
Ti seguirò, ti seguirò, o Signore,
e nella tua strada camminerò.1. Ti seguirò nella via dell’amore
e donerò al mondo la vita.2. Ti seguirò nella via del dolore
e la tua croce ci salverà.3. Ti seguirò nella via della gioia
e la tua luce ci guiderà.
Per la preghiera a casa
Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia: la gloria che passa attraverso la croce (Giovanni 12,20-36); la frazione del pane nella prima comunità cristiana (Atti 2,42-47; 20,7-11).
Letture di domenica prossima, IV del tempo di Pasqua
Atti 2,36-41; Salmo 23; Prima lettera di Pietro 2,20-25; Giovanni 10,1-10.
L’Evangelizzatore in San Luca (Carlo Maria Martini)
«Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro». È potente il simbolismo di queste brevissime annotazioni. Mentre essi erano in situazione di confusione e di amarezza, Gesù si avvicina, quindi è lui che, come evangelizzatore, prende l’iniziativa di salvezza. Ancora una volta è in lui Javhè misericordioso che si avvicina all’uomo confuso, all’evangelizzatore messo in imbarazzo e che ha bisogno lui stesso di essere evangelizzato. «Gesù si avvicina e si mette a camminare al loro passo».
L’annotazione è meravigliosa: si mette a camminare al loro passo per un bel po’ senza dir niente. Così fa loro compagnia, si fa accettare come misterioso compagno di viaggio, discreto, non invadente, che non li obbliga ad abbassare il tono, a parlare sottovoce. Continuano a parlare perché Gesù sembra amichevole e, quasi naturalmente, lo immettono nella conversazione.
A un certo punto, però, Gesù fa una domanda: « Di che tipo sono queste parole che scambiate tra voi?».
Avrebbe potuto intervenire partendo dalla gloria di Dio, descrivendo la gloria di Dio venuto tra gli uomini, e in tal modo illuminarli in un istante e guarirli.
Invece il metodo è un altro: è il metodo progressivo dello stimolo, della domanda, del far venire fuori gradualmente il problema. Ecco Gesù, sapiente pedagogo evangelizzatore, che aiuta i due ad aiutarsi; non li sconvolge con lá sua intuizione profetica, dicendo loro che stavano sbagliando, ma piuttosto fa in modo che essi mettano in chiaro quello che hanno dentro, che prendano coscienza di ciò che stanno facendo e vivendo, che sciolgano i nodi interiori, oggettivandoli.
Gesù fa la domanda giusta; spesso succede, in questi casi, che uno precipita la situazione magari illudendo, cercando di distrarre, cambiando argomento. Ma facendo cosi spesso si chiude il discorso e, se qualche volta può andare bene per la banalità dell’argomento, altre volte è certamente sbagliato. Nel nostro caso Gesù capisce che l’argomento è profondo e li interroga sia sull’oggetto della conversazione sia sul loro stato d’animo: «perché siete tristi», o — secondo altre traduzioni — «si fermarono tristi». La parola produce immediatamente l’emergere della situazione di fondo che è la tristezza e i due discepoli non si possono più sottrarre alla domanda semplice e umana di Gesù.
Qual è la risposta? La risposta ha due momenti. In un primo momento è un po’ impertinente, quasi scostante: «tu solo straniero non sai queste cose». E Gesù, come se niente fosse, non tiene conto di questa prima rugosità, sapendo che le prime risposte spesso non sono quelle vere, sono quelle del riccio che si chiude, per non rivelare subito il mistero della persona. Gesù riceve la scortesia e la neutralizza nella sua pazienza, nella sua bontà e ridà corda al discorso.
Infatti, quando i discepoli si sono sciolti, resi di nuovo capaci di amicizia — prima stavano discutendo tra di loro, litigando, adesso sono riconciliati e si accordano subito sull’invitare quest’uomo a cena — si siedono a tavola ed ecco che Gesù si manifesta. Si manifesta con il segno, già da essi conosciuto, della Frazione del Pane che, certamente, per Luca, vuole indicare tutte le future manifestazioni di Gesù nella sua Chiesa nella Frazione del Pane. Gesù si mostra vicino a loro, con loro, presente. Questa manifestazione, questa presenza scioglie ogni dubbio, chiarisce le cose fino in fondo ed è così espressa: «Non ci ardeva forse dentro il cuore mentre ci parlava nella via e ci apriva le Scritture?» (v. 32). L’evangelizzatore Gesù non soltanto annuncia il kérygma, proclama il disegno di salvezza attualizzandolo con la sua persona, ma, ancora, riscalda il cuore dall’interno.
Questa è la caratteristica che più colpisce in tutta questa serie di fatti rivelatori della persona di Gesù. Non dicono: Gesù ha parlato bene, ha spiegato bene, è stato un buon predicatore, ci ha raddrizzato le idee; dicono: ci ha riscaldato il cuore, si è manifestato come l’amico capace di sciogliere il cuore amareggiato dalla vista di un disegno di Dio apparentemente inaccettabile. Tocchiamo, qui, un punto davvero molto importante.
Leggevo l’altro giorno nel libro «Il metodo in teologia» (Bernard Lonergan, Queriniana 1975) — là dove parla, appunto, della potenza dell’amore di Dio nella teologia — questa frase che mi ha colpito: «Il mondo è troppo brutto per essere accettato se non si ama». Se veramente uno si mette di fronte a certi fatti come quelli che succedono ai nostri giorni — i fatti di qualche tempo fa a Bologna, quelli in Oriente dove migliaia e migliaia di persone sono uccise e torturate — come può accettare questo mondo, come può ammettere che ci sia un Dio giusto?
È la grande difficoltà per molta gente e, in fondo, all’evangelizzazione si oppongono spesso queste domande: come è possibile credere a un Dio che permette simili cose, simili forme di mostruosità e di atrocità? Resta vero che noi possiamo spiegare che la colpa è degli uomini, che Dio ci ha creati liberi e, lasciandoci liberi, ci ha messo gli uni in mano agli altri per il bene e per il male. Evidentemente però gli interrogativi non vengono risolti se non — come in questo caso — dalla presenza di Gesù e dal suo Spirito che, sciogliendo il cuore, rimettono nella capacità di accogliere un disegno buono di Dio sul mondo e di donarsi, per questo disegno, come il Cristo crocefisso che per primo ha sofferto, ha vissuto su di sé queste tragedie e queste sofferenze.
Non è la logica perfetta di soluzione che conta, anche se potremmo riassumerla, ma è l’essere stati avvolti dall’amore di Dio che ci ha reso certi che Gesù — giustizia, verità, sapienza — vive ed è capace di dare vita a tutti coloro che sono stati schiacciati dall’ingiustizia. Qui tocchiamo l’estremo e delicato limite dell’azione dell’evangelizzatore. Se non è lui ripieno di questa potenza di Gesù amore, vivo, vita, difficilmente riuscirà con parole e con ragionamenti a sciogliere i cuori induriti dalla tristezza, dall’amarezza, dall’ingiustizia.
Avvisi della settimana
Gli appuntamenti della settimana. Le notizie e gli avvisi delle attività svolte in questa settimana.
